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lunedì 28 ottobre 2019

734119 RUGBY. AZIONE PREVENTIVA

PROBLEMI ARBITRALI

L’incontro si riscalda e non vengono  presi provvedimenti per raffreddarlo.

Nessuna  azione  preventiva,  nessun riconoscimento  dei  vari campanelli d’allarme: ostruzioni senza palla, vendette, reazioni a placcaggi duri.

Punizioni  non  uniformi  per  i  falli  di antigioco.

Nessuno  sforzo  per  prima  gestire  e  poi punire.

Mostra  esitazione  quando  è  richiesta fermezza.

L’opportunità  per  i  giocatori  di  giocare  è frustrata   dai   troppi   calci   e   dai   pochi vantaggi.

Le decisioni sono sempre contestate.

Il linguaggio del corpo dell’arbitro indica un eccesso   di   tensione   o,   altrimenti,    un eccesso d’esitazione.

I giocatori non hanno rapporti con l’arbitro.

Non c’è collaborazione con i capitani. 

Sanzioni inappropriate rispetto ai falli.

Continui falli di antigioco.

Non  risponde  in  maniera  adeguata   alle proposte dei GdL ufficiali.

Punisce i falli di antigioco, ma non  usa le previste misure successive (richiamo, cartellino giallo e rosso).

Il controllo della partita degenera.
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sabato 26 dicembre 2015

172557 PROTOCOLLO DA SEGUIRE DURANTE, DOPO LA GARA E NEL TERZO TEMPO.

172557 PROTOCOLLO DA SEGUIRE DURANTE, DOPO LA GARA E NEL TERZO TEMPO.

Protocollo: Durante la gara.
Evitare categoricamente lamentele plateali nei confronti del Team Arbitrale.
Durante l’intervallo non sono tollerati scambi di opinioni o richieste di spiegazioni agli ufficiali di gara, ad eccezione dei capitani.
Evitare categoricamente di entrare nello spogliatoio dell’Arbitro durante l’intervallo.
Protocollo: Dopo la gara.
Subito dopo la gara è sconsigliato avere scambi di opinione con gli Ufficiali di Gara.
Il Team Arbitrale dovrà essere presente al Terzo Tempo e, se sussistono le condizioni, sono invitati a discutere con serenità eventuali situazioni dell’incontro con gli Allenatori

venerdì 25 settembre 2015

261580 TUTOR. CONTROLLO DELL'ARBITRO. INDICATORI DI NON CORRISPONDENZA

261580 TUTOR. CONTROLLO DELL'ARBITRO. INDICATORI DI NON CORRISPONDENZA



TUTOR. IL CONTROLLO DELLA PARTITA DELL'ARBITRO 
Indicatori di non Corrispondenza

L’incontro si riscalda e non vengono presi provvedimenti per raffreddarlo.
Nessuna azione preventiva, nessun riconoscimento dei vari campanelli d’allarme: ostruzioni senza palla, vendette, reazioni a placcaggi duri.
Punizioni non uniformi per i falli di antigioco.
Nessuno sforzo per prima gestire e poi punire.
Mostra esitazione quando è richiesta fermezza.
L’opportunità per i giocatori di giocare è frustrata dai troppi calci e dai pochi vantaggi.
Le decisioni sono sempre contestate.
Il linguaggio del corpo dell’arbitro indica un eccesso di tensione o, altrimenti, un eccesso d’esitazione.
I giocatori non hanno rapporti con l’arbitro. 
Non c’è collaborazione con i capitani.
Sanzioni inappropriate rispetto ai falli.
Continui falli di antigioco.
Non risponde in maniera adeguata alle proposte dei GdL ufficiali.
Punisce i falli di antigioco, ma non usa le previste misure successive (richiamo, cartellino giallo e rosso).
Il controllo della partita degenera.



275033 ARBITRO IL CONTROLLO DEL GIOCO

275033 ARBITRO IL CONTROLLO DEL GIOCO

Il Tutor nel controllare l’Arbitro deve valutare i seguenti punti:
Ha raggiunto un giusto equilibrio fra misure preventive e punitive per controllare l’incontro?
Ha interagito con efficacia con i capitani ed i giocatori?
Ha gestito l’antigioco usando le sanzioni appropriate?